Manca un giorno e poche ore al giorno di Natale. Se fino a pochi giorni fa i giornalisti si preoccupavano di mettere a conoscenza i cittadini italiani del fatto che la maggior parte di questi cittadini avrebbe dovuto risparmiare per i regali natalizi, ma, notare bene, che non lo avrebbero fatto per il pranzo di Natale, oggi, nel tg la situazione era diventata ben più disastrosa perchè, stando a quanto dicono, il 5% delle famiglie italiane non ha i soldi per fare la spesa. Poi, chissà perchè, forse una ventata di ottimismo, un altro tg raccontava con gioia quali cibi i cittadini italiani avrebbero (secondo loro, aggiungo io) deciso di portare sulle loro tavole per questi giorni di festa: ostriche, foie gras, agnelli, abbacchi, pasta fresca tra qui tortellini con improbalini ripieni, il tutto accompagnato da un ottimo champagne (mi permetto di dubitare seriamente del fatto che la maggior parte degli italiani pasteggi a champagne). Poche ore dopo, però, il tg cambia di nuovo opinione su queste feste. Troppa gioia era stata profusa ai cittadini, e allora via, via al servizio in cui si narrano le tristi vicende di quegli agnelli, quegli abbacchi e quelle galline, le loro tragiche storie prima di arrivare sulle nostre tavole, inclusi i maltrattamenti che hanno dovuto subire.
Io credo solo che il Natale sia un modo come un altro per riunire le famiglie, per far sorridere i bambini, per fare delle interminabili partite a tombola, per ridere del fatto che nonna si sta addormentendo e nonno si è perso uno, due, tre, quattro, forse cinque degli ultimi numeri che sono stati chiamati.
Gli italiani già hanno le loro rogne. Lasciateci passare questo benedetto Natale in pace maledetti giornalisti, le vostre statistiche di quanti soldi abbiamo, o meglio, di quanti non ne abbiamo, tenetevele per voi... Grazie.
martedì 23 dicembre 2008
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