mercoledì 24 giugno 2009

tired.

Non dal punto di vista fisico, il corpo ancora regge bene, tanto che con la rabbia che ho in corpo, forse, riuscirei anche a scalare l'Everest. Stanca, dal punto di vista mentale. Sono stanca di pensare. Di rimuginare su decisioni prese, mio malgrado, dagli altri. Di dover convivere con le ingiustizie di questa stupida società. Di andare a votare per il mio Paese e scoprire che il 77% degli aventi diritto al voto se ne è fregato di questo referendum. Di andare a vedere i quadri dei voti di fine anno di una scuola superiore del mio quartiere e vedere con i miei occhi che in una classe, precisamente una terza, di 25 persone: 23 alunni sono stati bocciati, 1 alunno è stato rimandato a settembre e 1 è stato promosso. Il problema non possono essere i ragazzi. Non solo, almeno.

Detto questo, rivolgo un ringraziamento particolare al Ministro Gelmini, e questa generazione di Professori, che stanno rovinando la scuola pubblica italiana, che stanno allontanando i ragazzi dalla cultura, che non sanno insegnare loro il rispetto, la giustizia e l'onestà, perchè, loro per primi, sono incapaci di dimostrarli ai loro alunni.

Vergogna.

lunedì 22 giugno 2009

l'ingnoranza dilaga, la meritocrazia è definitivamente scomparsa, e noi ci ritroviamo a vivere in questo schifo di società.

E io voglio dire solo poche parole.

Metteteveli nel culo i vostri consigli, le vostre "opportunità", i vostri giudizi, le vostre facce supponenti, le vostre "verità assolute", le vostre facili soluzioni, le vostre certezze, le vostre capacità di farvi rispettare, i vostri sproloqui, le vostre frasi fatte e le vostre affermazioni prive di senso logico e grammaticale.

Quando un vostro parere non è espressamente chiesto tentevelo per voi, anche se credete che quello che state dicendo abbia un senso. Perchè, evidentemente, un senso non ce l'ha. E questa vita è già abbastanza dura da sopportare per poter stare anche a sentire le vostre stronzate.

mercoledì 3 giugno 2009

tiramisù alle fragole


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Ingredienti:
5 uova
500 gr di mascarpone
8 cucchiai di zucchero
400 gr di savoiardi
2 cestini di fragole
succo li limone

Procedimento:
La sera prima occorre mettere a macerare le fragole tagliate a fettine con 4 cucchiai di zucchero e altrettanti di succo di limone, così che facciano un bel po' di succo che ci servirà in seguito per bagnare i savoiardi. Cominciamo, ora, con il procedimento vero e proprio: per prima cosa si montano i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere una crema schiumosa, poi si aggiunge il mascapone e si continua a mescolare fino a che non abbiamo più grumi di mascapone, per ultimi aggiungiamo gli albumi montati a neve a parte.
Adesso che la crema è pronta separiamo le fragole dal loro succo e iniziamo a immergere rapidamente un savoiardo alla volta nel succo di fragole allungato con un bicchiere d'acqua e a disporli in una pirofila. Alterniamo, così, uno strato di savoiardi, uno di crema al mascarpone e uno di fragole. Poi di nuovo uno di savoiardi, uno di crema e uno di fragole e... il dolce è pronto!

Bon appetit!
:)

mercoledì 27 maggio 2009

Tutti vs. Nessuno

Un bel corso di linguistica francese che seguii al terzo anno di università era dedicato allo studio dell'implicito, e mi insegnò che una frase pronunciata, o scritta, può darci molte più informazioni di quelle che ci immagineremmo al primo ascolto o alla prima lettura. Accanto al contenu posé, ovvero l'informazione espilicita, abbiamo delle componenti implicite: i présupposés e i sous-entendus, rispettivamente presupposti e sottointesi. Per far si che una conversazione abbia luogo, c'è la necessità che il presupposto venga condiviso, perchè se contestato la comunicazione cade, o meglio la comunicazione potrà anche continuare, ma ognuno parlerà da solo..
Dico questo perchè sempre più spesso mi trovo a fare ricorso a queste nozioni, e a dover ringraziare il giorno che le ho studiate, perchè mi permettono di capire che la gente non è pazza, sta solo contestando il mio présupposé, per un motivo lontano dalla follia o dalla difficoltà a interpretare le mie parole, ma molto vicino all'invidia ed altri di questi gioiosi* sentimenti.
Se io dico: "Nel luogo X c'era QUALCUNO", intendo dire che c'era qualche persona, e te le elenco.
Se tu dici: "Alla cena Y c'erano TUTTI", dovrei presupporre che intendi tutte le persone.
Beh, in apparenza, niente di più semplice.
Il problema nasce quando tu rispondi alla mia affermazione ("nel luogo X c'era qualcuno") dicendo che "ah.. ma allora non c'era proprio nessuno, speriamo che la prossima settimana qualcuno venga"; e quando io domando "ah! sono venute anche A, B, C, D e K alla cena Y?" e tu mi rispondi "No."
A questo punto vorrei mettermi le mani nei capelli e urlare forte, perchè non c'è peggiore conversazione di una basata, non solo sulle informazioni implicite, che con un notevole sforzo possono anche essere rintracciate, ma sulle iformazioni implicite cattive. Ma invece decido di lasciare che il presupposto cada e che la comunicazione termini.
é evidente come la risposta "non c'era proprio nessuno, speriamo che la prossima settimana qualcuno venga" è una contestazione del presupposto della mia affermazione. C'era QUALCUNO, quelle persone sono reali, e presenti. Ma il suo NESSUNO serve a sminuire la mia esperienza.
Allo stesso modo dire "c'erano tutti" quando TUTTI, evidentemente, non c'erano, serve per rimarcare che "mancavi solo tu", anche se questo non è vero.

Detto questo, devo ammettere che è magnifico sapere che la lingua è, al contrario della matematica, è un'opinione.


* "gioiosi sentimenti" ha ovviamente un sottinteso. Sto facendo un po' di ironia! :)

lunedì 25 maggio 2009

keep holding on



Nuovi progetti. Nuove speranze si mescolano ad altre più o meno vecchie, e più o meno realizzate. Rimanere fermi in un punto ad aspettare che quello che avevo sperato per me si realizzi non ha senso in questo momento, non per me almeno. Preferisco cambiare rotta e prefiggermi un nuovo scopo. Perchè d'altronde anche il percorso per raggiungere qualcosa di nuovo può dare qualche soddisfazione, anche se non è esattamente quella che ci aspettavamo.

*

"... E menomale che c'abbiamo il carattere che ci permette di riderci sopra"
.
Io vorrei che non ci fosse nemmeno il bisogno di doverci ridere sù, vorrei che tante insoddisfazioni non esistessero proprio. Ma... è un periodo del cavolo. E bisogna per forza riderci sù, non posso fare altrimenti.

martedì 5 maggio 2009



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I'm standing on the bridge

I'm waiting in the dark

I thought that you'd be here by now

There's nothing but the rain

No footsteps on the ground

I'm listening but there's no sound

antiques